botanica della vite

 

Radice, foglia fusto...

RIASSUNTO  

 

Per parlare di botanica della vita bisogna prima ricordare da dove viene la pianta che noi oggi coltiviamo. La vite è originaria della Mesopotamia zona da cui provengono anche i segni più antichi della sua coltivazione risalenti al 9000ac. Il consumo di vino era diffuso anche nell'antico Egitto anche se limitato alle classi più allevate (per il popolo c'era la birra) Anche in Italia la viticoltura ha origini antichissime, forte impulso lo dettero gli Etruschi (residenti in Toscana e alto Lazio) ma possiamo dire che la vera diffusione capillare e il perfezionamento della sua coltivazione lo abbiamo con l'impero romano, tanto da far definire la penisola "Enotria tellus" terra del vino. La vite che a noi tutti stà  più simpatica è naturalmente la "vitis vinifera" (o vite europea), anche se per poterla coltivare siamo stati costretti ad innestarla con la parte radicale della vite americana che non produce uva buona ma resiste ad una malattia che in passato ha decimato i vigneti del vecchio continente, la fillossera.

 Nella vite si distinguono vari apparati: quello radicale, il fusto i tralci  e poi gemme, foglie, fiori e  frutti .Le radici delle viti normalmente coltivate non provengono da un seme ma da una porzione di ramo(tralcio) costretto a radicare in vivaio. L'estremità della radice è ricoperta dalla cuffia che protegge questa zona delicata, subito dietro si trovano i peli radicali che assorbono le sostanze. Questa zona è molto breve tutto il resto è struttura di trasporto ancoraggio e immagazzinamento. Il fusto è costituito nella parte bassa da un ceppo che si divide in branche e tralci che sono di struttura lianosa e costituiti da nodi e internodi. Solitamente sul primo e secondo nodo dei tralci formati nell'anno in corso, si trovano i grappoli, sugli altri si trovano dei filamenti. Le gemme si sviluppano fra il picciolo delle foglie e il tralcio (ascella) e si distinguono fra pronte e ibernanti.Le pronte sviluppano tralci o grappoli nello stesso anno in cui si sono formate, i quali  possono essere dannosi o di scarsa utilità. Le ibernanti invece, lavorano tutto l'anno per formare il tralcio e i grappoli in miniatura che si svilupperanno l'anno successivo. La foglia della vite è utile per riconoscere le diverse varietà. La forma infatti può ricordare un rene, un cuneo, un pentagono ecc. con piccole differenze fra le varie specie e fra i cloni (clone=piccola variazione genetica all'interno della stessa specie) La lamina fogliare è sede della fotosintesi clorofilliana e quindi della produzione degli zuccheri, la pagina inferiore ospita delle piccole aperture (gli stomi) che servono per gli scambi gassosi. La foglia è inserita sul tralcio per mezzo di un picciolo, al sopraggiungere dell'autunno, prima della sua caduta, la pianta convoglia nella foglia le sostanze da espellere. Per l'uva da vino il fiore è generalmente ermafrodita, cioè porta tutti e due i sessi; quello femminile (il gineceo) che contiene gli ovuli, quello maschile (l'androceo) composto da cinque stami che distribuiscono il polline. Il frutto di questa infiorescenza è un grappolo composto da acini e raspo. Il grappolo può avere forma più o meno cilindrica o a piramide, da esso si dipartono una , nessuna o due appendici dette ali. L'acino è rivestito dalla buccia che contiene molte sostanze utili al vino, la polpa la si può dividere in tre livelli: quello mediano è il più ricco di zuccheri, ed è il primo da cui fuoriesce il succo durante la pigiatura, il più esterno ha una concentrazione media, il centrale è il più povero e contiene anche i semi solitamente quattro i quali contengono sostanze e oli che possono dare cattivi odori al vino, soprattutto se i vinaccioli vengono rotti.

 

 

Lancoltivazione della vite ha origini antichissime, la si praticava gia prima degli egiziani. Nel tempo le piante sono cambiate ma gli apparati e le strutture che le compongono sono sempre l'apparato radicale che ha  funzioni di ancoraggio immagazinamento assorbimento il fusto ed i tralci, che hanno funzioni di sostegno trasporto e immagazinamento le gemme che racchiudono gli abbozzi di tralcio formati nell'annata precedente. I fiori compongono l'infiorescenza che darà il grappolo e   portano entrambi i sessi. L' acino immmagazina gli zuccheri l'acqua e le altre sostanze che daranno il mosto, oltre a contenere  i semi.

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